All’incontro erano presenti il presidente del Comitato Sanità di Confcooperative Lombardia Patrizio Tambini, il vicepresidente di Confcooperative Lombardia Marco Menni, i consiglieri Marco Marchi e Mario Sorlini, insieme al direttore di Mutua Cooperazione Salute Lombardia Pierluca Castelnovo.
Nel corso del confronto è stato ribadito il valore della rete cooperativa già operativa sul territorio lombardo: circa il 30% dei
#medici di medicina generale e dei pediatri, organizzati in forma cooperativa, gestisce già il 60% della cronicità, rappresentando una leva concreta per lo sviluppo della sanità territoriale integrata e per l’utilizzo della
#telemedicina come strumento di riduzione delle liste d’attesa.
Tra le proposte presentate, anche il rafforzamento della #farmacia dei servizi come front office territoriale per esami e prestazioni diagnostiche di primo livello, in stretta collaborazione con i medici di medicina generale, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare i percorsi diagnostici dei cittadini.
Confcooperative Lombardia ha inoltre presentato i numeri che testimoniano il ruolo strategico della cooperazione nel sistema regionale. Le cooperative associate comprendono 1.350 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, pari a circa il 27% dei medici lombardi, e rappresentano una rete già oggi centrale nella gestione della cronicità. Sul fronte farmaceutico, Confcooperative associa la principale realtà tra farmacisti in Italia, che gestisce il 42% della quota di mercato in Lombardia e il 20% a livello nazionale, una rete logistica composta da cinque magazzini regionali e venti in Italia che raggiunge il 92% delle farmacie lombarde su circa 3.100 esistenti.
Nel settore sociosanitario la cooperazione gestisce inoltre una quota rilevante dei servizi territoriali: il 30% dell’Assistenza Domiciliare Integrata, il 32% delle RSD, il 15% delle RSA, il 22% dei consultori e la maggioranza dei servizi di psichiatria per adulti e della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre al 20% degli hospice.
Durante l’incontro sono stati affrontati anche altri temi cruciali, tra cui la revisione dei requisiti organizzativi delle unità d’offerta sociosanitarie, le difficoltà legate al reclutamento del personale, le emergenze nell’area della salute mentale e il ruolo delle mutue come strumento di prevenzione e sostegno alle fasce più fragili.