Tra i relatori, spazio anche alla voce della cooperazione, con due interventi che hanno richiamato il ruolo di Confcooperative Sanità nella sanità di prossimità.
Marco Marchi, farmacista, consigliere di Presidenza di Confcooperative Brescia e di Confcooperative Sanità Nazionale, ha sottolineato come il punto di contatto tra la sanità territoriale e il mondo cooperativo passi dal DM77 e dalla legge regionale 22/2021, che tracciano la strada verso un'assistenza sempre più vicina alle persone e integrata tra sanitario, sociosanitario e sociale, basata sui processi di co- programmazione e co-progettazione. Marchi ha indicato nell'invecchiamento della popolazione e nella domiciliarità le vere sfide dei prossimi anni, ricordando che il successo della riforma dipenderà dalla capacità di "fare rete" — una rete fatta di inclusione, innovazione e prossimità
Massimo Cavagnini, Consigliere di Confcooperative Sanità Nazionale, ha portato la testimonianza concreta dell'impresa sociale nelle case di comunità, raccontando l'incontro mattutino con Isidoro, 92 anni, assistito a domicilio. Un episodio che per Cavagnini racchiude il senso della sussidiarietà: entrare in relazione con le persone che "hanno fatto l'Italia" e che hanno reso possibile il sistema di welfare di oggi, con la responsabilità di lavorare insieme, nelle case di comunità, mettendo a disposizione le proprie competenze.
Due contributi brevi ma significativi, che confermano come la cooperazione — dalla farmacia all'impresa sociale — sia parte integrante della nuova sanità territoriale lombarda.