Oggi il Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci ha presentato alle parti sociali e alle organizzazioni del Terzo settore, nel corso del CIPA (Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana), il Piano nazionale per l'assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027.
Un passaggio significativo, perché dà sostanza a un pilastro della legge 33/2023 con il primo atto di programmazione specificamente dedicato alle persone anziane in condizione di fragilità sociosanitaria della storia del nostro Paese. Quattro le direttrici principali: attuazione dei LEPS, rafforzamento dei PUA per la valutazione multidimensionale, integrazione sociosanitaria e modelli di programmazione interistituzionale.
Un Piano che rappresenta un risultato non scontato, ma frutto del confronto con gli stakeholder, di cui sono stati recepiti contributi e istanze: per questo il Viceministro ha ringraziato tutte le parti che lo hanno reso possibile con un impegno serio e spirito di collaborazione.
Un percorso che, lungi dall'essere concluso, richiederà un impegno di lungo periodo e avrà la sua prova decisiva nella programmazione regionale e locale.
Su questo passaggio si è soffermato, per Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, componente esperto del CIPA.
«Finalmente abbiamo un Piano che tutela la più grande conquista dell'umanità: la longevità. Il Piano indica la direzione giusta: una regia unica che garantisca omogeneità tra le Regioni, PUA con connotati finalmente definiti, un'integrazione non più rinviabile tra assistenza domiciliare sanitaria e sociale, che superi la logica del "prestazionificio", e il monitoraggio degli esiti, anche clinici.
Ora la sfida si sposta sui territori e dipende da due condizioni. La prima sono le risorse umane: l'assistenza sanitaria e sociosanitaria è fatta di persone che assistono persone, e servono figure formate specificamente per il domicilio, non solo per l'ospedale. La seconda è il metodo: co-programmazione e co-progettazione con il Terzo settore, come prevede il Piano.
La cooperazione è pronta a fare la sua parte. Oggi viviamo in un deserto con qualche oasi: per costruire la città servirà il lavoro di tutti, ma abbiamo un'impalcatura e sappiamo dove andare.»