Abate, pugliese, 63 anni, una laurea Sociologia all’Università di Roma “Sapienza”, è un cooperatore di lunga esperienza. Il suo percorso professionale si è sviluppato nel campo della cooperazione sanitaria e sociale, con particolare attenzione ai servizi sociosanitari, alla salute mentale, alla riabilitazione, all’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate e alla costruzione di modelli organizzativi capaci di integrare cura, lavoro e comunità.
«Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità, raccogliendo il testimone di una Presidenza che ha rafforzato il ruolo e l’autorevolezza della Federazione dentro il dibattito sul futuro della sanità italiana. In una fase in cui sanità e sociosanitario attraversano trasformazioni profonde, il lavoro della di Confcooperative Sanità si muoverà attorno a cinque parole chiave: ricerca, formazione, territorio, partenariato e valore. Ricerca, perché la cooperazione sanitaria può portare nei processi di innovazione la conoscenza concreta dei bisogni delle persone e delle comunità. Formazione, perché la qualità delle cure passa prima di tutto dalle competenze e dal lavoro quotidiano di professionisti, operatori e caregiver. Territorio, perché le nuove infrastrutture della sanità territoriale hanno senso solo se riempite di relazioni, prossimità e presa in carico. Partenariato, perché la sussidiarietà è il terreno su cui sistema pubblico e cooperazione sanitaria possono condividere responsabilità, competenze e prossimità, costruendo risposte più vicine alle persone e alle comunità. Valore, infine, perché la salute non può essere affidata alla logica del massimo ribasso: richiede qualità, responsabilità e visione cooperativa»