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CONVEGNO STUDIO BCC

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Milanese: “La sussidiarietà è l’antidoto alla desertificazione dei servizi”

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La sanità non è stato uno dei temi al centro della campagna elettorale. Eppure avrebbe dovuto esserlo, al pari dell'inflazione e del caro-bollette, perché nonostante due anni di emergenza COVID-19 i problemi del SSN sono ancora tutti sul tavolo. 

Nel nostro Paese ci sono 14 milioni di anziani, di cui oltre il 43% ha una patologia cronica grave e quasi 4 milioni sono non-autosufficienti. Concittadini che hanno bisogno di risposte che il solo ospedale non può dare, ma che scontano un’offerta di servizi insufficiente: siamo tra gli l’ultimi paesi in Europa per assistenza domiciliare e RSA". 

Lo ha detto il Presidente Giuseppe Milanese, intervenendo nel corso della mattinata al convegno-studi annuale organizzato dalla Federazione lombarda delle BCC. 

"Non aiuta la visione fortemente statalista che ispira i recenti atti che dovrebbero, nelle intenzioni, ridisegnare la sanità territoriale -ha proseguito Milanese. Questo vale soprattutto per il PNRR che, al di là della visione messianica che lo circonda, non potrà mai risolvere i i problemi di prossimità delle cure prevedendo una Casa di Comunità ogni 40-50mila abitanti in un Paese dove 6700 Comuni su 7900 hanno meno di 10mila abitanti. 

Senza contare il problema delle risorse umane: chi ci mettiamo nelle case di comunità? È necessario formare persone sia sotto il profilo professionale che vocazionale.

Se volessimo veramente realizzare delle cure domiciliari degne di questo nome avremmo bisogno di 112 mila unità di personale. In questo senso, come Confcooperative Sanità, abbiamo avanzato la soluzione dell’Oss-s per dare linfa ad un sistema e dignità a una professione importante che potrebbe rappresentare la risposta più rapida alle attuali carenze di personale." 

"Attenzione - ha ammonito il Presidente di Confcooperative Sanità - Se il SSN perde il treno del PNRR, rischiamo una deriva privatistica della nostra sanità, con l’avanzata dei fondi di investimento. Se il treno deraglierà la privatizzazione sembrerà l'unica soluzione possibile. C’è invece bisogno di un approccio solidaristico fondato sulla sussidiarietà: con un sistema pubblico che riconosca ed accetti di appoggiarsi ad un sistema sussidiario no profit." 

Sono anni che assistiamo invece ad un tiro alla fune tra una visione fortemente statalista e una visione molto privatistica: la sussidiarietà, di cui all’art. 118 Cost, è la soluzione. Abbiamo i MMG, le farmacie, il sistema della cooperazione con ambulatori, residenze, centri diurni e assistenza domiciliare, che basterebbe costruire un sistema territoriale non sui mattoni ma definendo il ruolo di ciascuno." 

"La Lombardia- ha concluso il Presidente Milanese - sul fronte della sussidiarietà ha sempre rappresentato un modello esemplare. Ad esempio è stata la prima regione ad accreditare l'assistenza domiciliare ed ha recentemente emanato una riforma regionale dell'ADI prevedendo requisiti più elevati, attivazione di percorsi assistenziali costruiti intorno al paziente, a fronte di un intervento significativo sulle tariffe. Ricordiamoci, una comunità può attraversare grandi difficoltà, ma non può disinteressarsi dei suoi giovani e dei suoi anziani. E' un po' l’immagine di Enea che va via da Troia in fiamme portando sulle spalle il padre Anchise e per mano il figlio Ascanio.